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PRIN 2005 (unità di ricerca locale)

Immigrazione illegale fra strumenti di contrasto e tutela dei diritti fondamentali

Coordinatore scientifico del Progetto di Ricerca: Paolo Benvenuti (Università degli Studi di Roma Tre)

Unità di ricerca maceratese

Compito dell'Unità di ricerca:

L’unità di ricerca dell’Università di Macerata intende focalizzare l’attenzione sui diritti fondamentali del migrante irregolare nella prassi e nella giurisprudenza internazionali, ovvero sui diritti che devono necessariamente essere riconosciuti da parte di uno Stato anche nei confronti di quei soggetti che entrano in uno Stato in violazione delle norme interne sull’ingresso dello straniero, essenzialmente spinti da finalità economiche senza tuttavia disporre di alcun diritto internazionalmente garantito all’ingresso nello Stato medesimo (come accade ad esempio per le persone protette dalla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati ovvero nell’ambito della disciplina comunitaria sulla libertà di circolazione tra gli Stati membri).
Ovviamente, sebbene nel diritto internazionale non sia configurabile un diritto dell’immigrato irregolare a rimanere nel paese di immigrazione, in quanto gli Stati mantengono una piena libertà per quanto concerne l’ammissione di stranieri, salvo eventuali limitazioni pattizie, occorre tuttavia chiedersi se l’ordinamento internazionale – tramite norme o principi generali o, più probabilmente, norme derivanti da accordo – ponga dei limiti riguardo al trattamento da accordarsi ai migranti irregolari sotto il profilo della garanzia dei diritti fondamentali della persona. In altri termini, si tratta di verificare, in base ad un’accurata analisi critica della prassi giurisdizionale e non degli organi internazionalmente creati a garanzia dei diritti umani, gli obblighi che gli Stati incontrano nel trattamento del migrante irregolare.
A titolo esemplificativo si può menzionare il divieto di espulsioni collettive – categoricamente sancito dall’art. 4 Protocollo n. 4 CEDU (“Collective expulsion of aliens is prohibited”) e ribadito dall’art. 19, par. 1 Carta dei diritti fondamentali – e verificarne la sua applicazione nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Si pensi ancora alle garanzie procedurali minime che gli Stati dovrebbero riconoscere nel momento dell’espulsione del migrante irregolare, che pur potendo essere realizzata dallo Stato ove si trova tale soggetto, non potrà essere effettuata in modo da pregiudicare in maniera sostanziale ed arbitraria il godimento di minimali diritti.
Obiettivo della ricerca è anche quello di creare un catalogo della giurisprudenza internazionale rilevante nella materia, fruibile anche dal sito dell’Istituto universitario cui fa capo l’unità di ricerca, che possa costituire un utile punto di riferimento per gli studiosi e i pratici che si occupano quotidianamente di diritto dell’immigrazione. Ciò appare tanto più utile in ragione del fatto che l’art. 2, par. 1, T.U., impone di riconoscere allo straniero “comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato … i diritti fondamentali della persona umana” garantiti da norme internazionali, ma non definisce in concreto il “rinvio”. La ricerca intende quindi precisare l’entità di tale “rinvio” alle fonti internazionali. Infine, si può segnalare come il responsabile dell’Unità di ricerca dell’Università di Macerata, Prof. Baratta, ha già avuto modo di interessarsi alla tematica concernente i diritti fondamentali dei migranti, come attestato da sue recenti pubblicazioni scientifiche. Lo stato di avanzamento della ricerca potrà essere verificato sulla base dei progressi effettuati circa la predisposizione del suddetto catalogo giurisprudenziale, che riguarderà le decisioni degli organi internazionali e comunitari.


Risorse umane:

  • Roberto Baratta (responsabile)
  • Francesca De Vittor