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JM AIcoIP Workshop 2026: processo civile e intelligenza artificiale, studio, confronti e prospettive

L’Università di Macerata ospita il workshop dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e giustizia civile, tra questioni generali, procedimenti speciali, responsabilità e garanzie del giusto processo.

JM AIcoIP Workshop 2026

In attesa di poter restituire anche questo workshop attraverso focus tematici, approfondimenti dedicati e altro materiale sulle due giornate di studio dedicate al rapporto tra processo civile e intelligenza artificiale

Di seguito i link alla registrazione completa dell’evento

7 maggio (in fase di montaggio)

8 maggio (in fase di montaggio)

Il 7 e 8 maggio 2026 si è tenuto, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni dell’Università degli Studi di Macerata, il Workshop Processo civile e intelligenza artificiale, organizzato nell’ambito del Modulo Jean Monnet AIcoIP, attività T.1.8. L’evento, aperto a studenti, accademici e professionisti, ha rappresentato un’importante occasione di studio e confronto su un tema oggi sempre più centrale per la riflessione giuridica e per la pratica della giustizia civile.

Due giornate di studio tra giurisdizione, responsabilità e garanzie

Ad aprire i lavori della prima giornata sono stati i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, della Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari, e dell’Avv. Francesca Ippoliti, componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata. L’introduzione del workshop è stata affidata alla Prof.ssa Livia Di Cola, che ha accompagnato l’avvio di un confronto dedicato ai profili generali dell’uso dell’intelligenza artificiale nel processo civile.

La prima sessione, presieduta e moderata dalla Prof.ssa Pasqualina Farina, ha visto gli interventi della Dott.ssa Elena Gabellini, del Dott. Alessandro Rossi, del Dott. Giacinto Parisi e della Dott.ssa Michela Morgese, con le osservazioni della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca e della Prof.ssa Patricia Miranda Pizzol. I contributi hanno affrontato questioni di fondo particolarmente rilevanti: il rapporto tra intelligenza umana e artificiale nella giustizia civile, i rischi connessi alle cosiddette “allucinazioni” dell’AI nel giudizio, l’accertamento del fatto mediante sistemi di intelligenza artificiale e il tema della trasparenza algoritmica nella funzione decisoria del giudice.

Ne è emersa una riflessione attenta sulla compatibilità tra sistemi di intelligenza artificiale e processo civile, che ha posto al centro interrogativi oggi ineludibili: fino a che punto questi strumenti possono entrare nel processo, quali siano i margini del loro impiego e come debbano essere governati i profili di responsabilità nell’uso da parte del giudice e delle parti.

I procedimenti speciali al centro della seconda giornata

La seconda giornata, dedicata alla Sessione II – Usi e potenzialità dell’IA nei procedimenti speciali, è stata presieduta e moderata dalla Prof.ssa Roberta Metafora. Sono intervenuti il Dott. Davide Castagno, del Dott. Giulio Cicalese, della Dott.ssa Chiara Briguglio, del Dott. Biagio Limongi e del Dott. Ruggero Siciliano, con le osservazioni del Prof. Antonio Carratta e della Consigliera Rosaria Giordano.

Il confronto si è addentrato nella possibilità di utilizzare sistemi di intelligenza artificiale in ambiti specifici del processo civile, con particolare attenzione alla mediazione, all’esecuzione forzata, alle procedure concorsuali, alla determinazione degli assegni di mantenimento e dell’assegno divorzile e alla tutela cautelare del diritto d’autore in relazione agli abusi connessi all’intelligenza artificiale.

Dalle relazioni e dalle osservazioni dei discussant sono emersi possibili usi di questi strumenti, le cui potenzialità appaiono ancora in larga parte da approfondire. Al tempo stesso, il workshop ha richiamato con chiarezza un punto fermo: ogni impiego dell’intelligenza artificiale nel processo deve rimanere ancorato ai principi costituzionali e, in particolare, alle garanzie che presidiano il giusto processo.

Una partecipazione ampia e attenta

Le due giornate hanno registrato una partecipazione significativa, con una presenza ampia di studenti, dottorandi, giovani studiosi, professionisti e avvocati.

La presenza di tanti giovani in aula ha dato ulteriore valore al workshop, confermando quanto il confronto sul rapporto tra diritto e tecnologie sia oggi avvertito come decisivo anche da chi si sta formando o sta entrando nelle professioni giuridiche.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile il workshop: ai relatori e alle relatrici, ai discussant, ai moderatori, agli organizzatori, al Rettore John McCourt, alla Direttrice Claudia Cesari, alla Prof.ssa Livia Di Cola, al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata e all’Ordine degli Avvocati di Macerata, che ha riconosciuto l’iniziativa anche sul piano della formazione professionale.

Un grazie anche a studenti, studentesse, dottorandi, professionisti e a tutto il pubblico presente, che con attenzione e partecipazione hanno contribuito alla qualità del confronto.

Un arrivederci ai prossimi approfondimenti

Il workshop conferma la capacità del Modulo Jean Monnet AIcoIP di promuovere occasioni di confronto scientifico su temi di grande attualità, mettendo in dialogo ricerca, formazione e professioni attorno a questioni destinate a incidere sempre di più sul futuro della giustizia civile.

Ci lasciamo con un arrivederci ai prossimi approfondimenti, portando con noi alcune parole chiave emerse con forza nel corso delle due giornate: responsabilità, garanzie, giusto processo.

Il Convegno si inserisce nell’ambito del progetto “Innovazione e vulnerabilità: problemi giuridici e tutele” del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata (finanziamento MUR, programma: Dipartimenti di Eccellenza 2023-2027)”. L’evento è realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

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